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Foto di Gabriele Acerboni

SIMPLE MINDS Pistoia Blues, Pistoia, Italia - 15 luglio 2022

Più o meno è andata così: ci sono volute tre canzoni per… calmare Jim Kerr, che probabilmente al ritmo tenuto per i primi 15 minuti di concerto – fra salti, scivolate e corse da una parte all’altra del palco – sarebbe giunto a metà della scaletta con qualche anno in meno. Niente paura, però: Jim Kerr ha sì abbassato i giri dopo una partenza sparata, ma ha continuato a tenere il palco alla grande per tutto il tempo necessario a mettere in fila una hit dietro l’altra di quella “fabbrica delle canzoni” che per vari decenni sono stati i Simple Minds.

La band britannica nella data di Pistoia ha dimostrato di attraversare una seconda (o terza? o quarta? o quinta?) giovinezza. In circa quarantacinque anni di carriera ha venduto qualcosa come 60 milioni di dischi in tutto il mondo e se è vero che negli ultimi anni qualcosa si è inceppato a livello radiofonico, va comunque detto che la produzione è così ampia da permettersi – in Toscana – di mettere fuori dal set un singolone come “She’s a river” senza comunque lasciare insoddisfatti i partecipanti, che si sono goduti un Kerr loquace (ottimo il suo italiano), un Charlie Burchill (il chitarrista) pronto a prendersi la scena senza rubarla all’indemoniato Jim, e una band solida, che è partita con “Act of love”, per poi approdare sugli evergreen: “Alive and kicking” e “Sanctify yourself” e una lunghissima “Don’t You (Forget About Me)”, data in pasto al pubblico in modalità karaoke. Come del resto è nel destino dei brani che sono dei classici immortali a tutti gli effetti.

Finale – sorpresa – con un Jim Kerr meno provato delle attese, e finanche fresco. Come del resto è nel destino di quegli artisti (mortali) destinati a sopravvivere comunque vada a loro stessi.

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