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PUSCIFER Existential Reckoning

Lo avevamo approcciato molto prevenuti - e chissà che questo non abbia inciso sul giudizio finale - fatto sta che alla fine questo "Existential Reckoning" ci è piaciuto, e parecchio. Intanto perché è un disco solido, che in una certa misura nobilita il progetto di Maynard James Keenan, che negli anni ha sempre ondeggiato fra serietà e cazzeggio, in un limbo strano, stretto tra la morsa dei Tool e degli A Perfect Circle, che per inciso restano band di un altro livello, ma possiamo tranquillamente dire che con "Existential Reckoning" i Puscifer prendono uno slancio nuovo. In scaletta 12…

Score

QUALITA' - 81%

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puscifer existential reckoning

Lo avevamo approcciato molto prevenuti – e chissà che questo non abbia inciso sul giudizio finale – fatto sta che alla fine questo “Existential Reckoning” ci è piaciuto, e parecchio. Intanto perché è un disco solido, che in una certa misura nobilita il progetto di Maynard James Keenan, che negli anni ha sempre ondeggiato fra serietà e cazzeggio, in un limbo strano, stretto tra la morsa dei Tool e degli A Perfect Circle, che per inciso restano band di un altro livello, ma possiamo tranquillamente dire che con “Existential Reckoning” i Puscifer prendono uno slancio nuovo.

In scaletta 12 pezzi che potremmo dividere in “brani notevoli” e “brani discreti”. Della prima categoria fanno senza dubbio parte “Apocalyptical”, “The Underwhelming” (un singolo perfetto) e soprattutto “A Singularity”, che ha una epicità che fa venire in mente alcune cose dell’ultimo disco degli APC. Nel gioco dei rimandi, nel mix di rock ed elettronica qui proposto, la memoria corre più verso i Nine Inch Nails che verso i Depeche Mode, e alcune tastiere proiettano l’ascoltatore direttamente agli Anni Novanta. Anche se è sempre la voce di Maynard James Keenan a dettare la linea da seguire per arrivare all’essenza di questo album che ha personalità, che ha stile e che è prodotto, arrangiato e missato meravigliosamente – l’ascolto in cuffia ad alto volume è una delizia.

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