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BARBERINI Giorni d’oro

Ce lo chiediamo spesso: ma com'è che all'estero il dream pop va che è una bellezza, mentre da noi in Italia è un genere che sta nella nicchia della nicchia? Barbara Bigi (in arte Barberini) con “Giorni d’oro”, il suo secondo album, ha scelto di essere l'eccezione alla regola non scritta che vede le nuove voci italiane distanti da un genere un po' bistrattato da noi. Il suo è un disco evocativo, intenso e intimo, raccontato e cantato con voce sussurrata, onirica. I testi sono scritti bene e tratteggiano quotidianità alla portata di tutti, le linee melodiche sono quasi…

Score

QUALITA' - 69%

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barberiniCe lo chiediamo spesso: ma com’è che all’estero il dream pop va che è una bellezza, mentre da noi in Italia è un genere che sta nella nicchia della nicchia? Barbara Bigi (in arte Barberini) con “Giorni d’oro”, il suo secondo album, ha scelto di essere l’eccezione alla regola non scritta che vede le nuove voci italiane distanti da un genere un po’ bistrattato da noi. Il suo è un disco evocativo, intenso e intimo, raccontato e cantato con voce sussurrata, onirica.

I testi sono scritti bene e tratteggiano quotidianità alla portata di tutti, le linee melodiche sono quasi tutte avvolgenti e seducenti e Barberini sta al suo posto con garbo, dando la sensazione però di poter fare molto di più, magari osando in futuro nelle interpretazioni. Ci soffermiamo ancora un attimo sui testi, perché non capita così frequentemente in ambito pop indipendente italiano di sentire cose così carine: idee interessanti al servizio del pop senza andare a scomodare chissà quali grandi citazioni.

In conclusione: un album che ha qualcosa da dire. Un piccolo gioiellino.

Il pezzo migliore? La title track.

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