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FINISTER Please, Take Your Time

Direttamente dagli Anni Novanta, direttamente dalla scena rock britannica, ecco "Please, Take Your Time", un disco che ha conquistato persino Howie B, che ha prodotto quattro brani del compact. E visto che noi amiamo Howie B, abbiamo pensato di recensire positivamente il lavoro dei Nostri. Scherzi a parte, il disco dei Finister funziona al di là della presenza del famoso produttore, che marchia quattro brani ma non stravolge il contenuto dell'album, c'è infatti continuità con i pezzi non maneggiati dal genio scozzese. Sinceramente quando le cose in un album funzionano, ci sembra persino superfluo perderci in grossi commenti. I Finister hanno messo assieme canzoni distanti…

Score

QUALITA' - 74%

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finister please take your time

Direttamente dagli Anni Novanta, direttamente dalla scena rock britannica, ecco “Please, Take Your Time“, un disco che ha conquistato persino Howie B, che ha prodotto quattro brani del compact. E visto che noi amiamo Howie B, abbiamo pensato di recensire positivamente il lavoro dei Nostri. Scherzi a parte, il disco dei Finister funziona al di là della presenza del famoso produttore, che marchia quattro brani ma non stravolge il contenuto dell’album, c’è infatti continuità con i pezzi non maneggiati dal genio scozzese.

Sinceramente quando le cose in un album funzionano, ci sembra persino superfluo perderci in grossi commenti. I Finister hanno messo assieme canzoni distanti anni luce dalle mode del momento in ambito pop, rock e indie italiano, cercando una strada poco battuta negli ultimi anni nel nostro Paese, cioè quella di un cantautorato intimo con ampio spazio alle chitarre e all’elettronica. Un approccio che in Inghilterra ha fatto scuola e che ciclicamente ritorna, mentre da noi funziona a fasi alterne.

“Please, Take Your Time” non è la quintessenza dell’originalità, ma gli arrangiamenti sono intelligenti ed efficaci, le ballate ti prendono, la voglia di sfidare il rock nostrano con strumenti inusuali c’è e l’elettronica non è banale. Se domattina ci mettessimo a fare musica, probabilmente cercheremmo di fare un album simile a questo, per provare a differenziarci dal “già sentito” che devasta la nostra scena indipendente.

Se cercate un compact con 8 brani tutti diversi ma che hanno la stessa radice, siete nel posto giusto. L’episodio migliore? “I Know That I Can Be With You”: bisogna farne un singolo. Occhio anche a “I Can See You” e a “Skyscrapers”.

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