IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...

LAROCCA Ventizerotre

Disco strano ma anche... normale, quello del pugliese Larocca, che porta in dote tutti i limiti tipici degli esordi: un'idea di suono non ancora definita, arrangiamenti che ondeggiano fra generi diversi (rock e canzone d'autore, nel caso specifico) e una proposta che in diversi passaggi omaggia con troppa riverenza i grandi del cantautorato italico. In scaletta 10 brani. Quando il Nostro fa il cantautore "vecchio", entusiasma pochino - malgrado una buona proprietà di scrittura e una bella voce. Molto meglio quando si prende dei rischi, come negli episodi "Contorni" (che ricorda vaghissimamente "Glory Box" dei Portishead) e "Presto o tardi",…

Score

QUALITA' - 61%

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larocca ventizerotre

Disco strano ma anche… normale, quello del pugliese Larocca, che porta in dote tutti i limiti tipici degli esordi: un’idea di suono non ancora definita, arrangiamenti che ondeggiano fra generi diversi (rock e canzone d’autore, nel caso specifico) e una proposta che in diversi passaggi omaggia con troppa riverenza i grandi del cantautorato italico.

In scaletta 10 brani. Quando il Nostro fa il cantautore “vecchio”, entusiasma pochino – malgrado una buona proprietà di scrittura e una bella voce. Molto meglio quando si prende dei rischi, come negli episodi “Contorni” (che ricorda vaghissimamente “Glory Box” dei Portishead) e “Presto o tardi”, e occhio anche alla conclusiva “La mia vita improvvisata”. Insomma, quando Larocca accetta il confronto a viso aperto con i suoi tempi, e con un’idea di suono moderna, risulta un artista con un qualcosa di importante da dire.

In conclusione: tutta la proposta necessita di una migliore messa a fuoco, ma la base di partenza è buona. Larocca deve però scegliere cosa vuole diventare: uno chansonnier con gli occhi rivolti al passato, oppure via i poster dalla camera e spazio al presente.

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