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LADYTRON Ladytron

Quelli di sempre ma con materiale freschissimo. Dopo sette anni di silenzio, riprendere è sempre un bel salto nel vuoto, soprattutto se lavori con l'elettronica, perché le mode passano velocissime in questo ambito, e le proposte si susseguono a ritmo incessante, quindi il rischio di arrivare all'appuntamento fuori tempo massimo era/è dietro l'angolo. E invece siamo qui a celebrare questo disco omonimo dei Ladytron che dice tanto e almeno tre cose forti e chiare: i Nostri hanno ancora qualcosa da dire, il pop elettronico non è facile da maneggiare (nonostante molti pensino l'esatto contrario) ma quando hai idee e…

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QUALITA' - 74%

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ladytron ladytron

Quelli di sempre ma con materiale freschissimo. Dopo sette anni di silenzio, riprendere è sempre un bel salto nel vuoto, soprattutto se lavori con l’elettronica, perché le mode passano velocissime in questo ambito, e le proposte si susseguono a ritmo incessante, quindi il rischio di arrivare all’appuntamento fuori tempo massimo era/è dietro l’angolo.

E invece siamo qui a celebrare questo disco omonimo dei Ladytron che dice tanto e almeno tre cose forti e chiare: i Nostri hanno ancora qualcosa da dire, il pop elettronico non è facile da maneggiare (nonostante molti pensino l’esatto contrario) ma quando hai idee e stile è come andare in bicicletta, cioè una volta che impari, puoi riprendere il mezzo anche dopo un lungo stop, infine “Ladytron” è un album generoso di singoli, a partire dall’iniziale “Until The Fire”.

In scaletta 13 brani, non pochi e forse un paio riempiono più che dare sostanza, ma nel complesso il disco è solido, si lascia ascoltare tutto d’un fiato ed è… democratico, nel senso che è destinato a piacere ai vecchi fans e ha le giuste potenzialità per incontrare i favori di un pubblico giovane. Insomma, un ritorno che sa di Anni Ottanta (l’immaginario che ha sempre stuzzicato i Ladytron), di Anni Duemila e che dà ulteriore smalto a un gruppo spesso sottovalutato. Tra le canzoni che consigliamo: “Figurine”.

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