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Nemmeno Una Virgola Guido Domingo

nemmeno una virgola

La quotidianità può fare male, soprattutto se risulta monotona e ripetitiva e se nel nostro cuore non vediamo più il barlume della speranza che si ripone quando si è ancora giovani sia nel presente che nel futuro. E quando passa il tempo, diventiamo adulti e poi anziani, è facile non pensare più ai sogni e alla maniera di farli diventare realtà. Il fanciullino di pascoliana memoria, tanto osannato oggi, viene dimenticato in angoli polverosi e oscuri e innanzi a noi vediamo ben poco. E poi il presente può essere una lunga ed estenuante agonia, e le giornate, così come le serate, ci appaiono tutte uguali, senza colori o delicate sfumature. Facciamo ogni azione, anche quella più semplice o banale in maniera meccanica senza darci peso. Facciamo le pulizie, prepariamo una cena o leggiamo un libro che conosciamo a memoria, sperando di trovare in quelle pagine un po’ di conforto per la nostra acuta solitudine che è diventata la condizione numero uno della nostra esistenza. Badate bene, stiamo parlando di esistenza e non di vita! Eh sì, perché a un certo punto tendiamo, e questo è un errore grossissimo, a non voler più vivere ma a voler esistere, o meglio sopravvivere. Ma sopravvivere non fa rima, per così dire, con vivere, così come amare non significa volere bene! E per paradosso, oggi, che siamo tutti più istruiti rispetto agli anni passati, facciamo ancora il fatale errore di confondere tali parole, volendole vedere come dei sinonimi. E questo lo facciamo perché vinti da un sentimento di ipocrisia e di malsano egoismo. Mettiamo il nostro “io” innanzi a tutto  e/o a tutti e quando una persona, non importa chi essa sia, diventa anziana, noi la definiamo con disprezzo “vecchia”. E come un giocattolo rotto o non più di moda la abbandoniamo al suo destino, non importa quale esso sia. E pazienza se ancora quella stessa persona tanti anni prima ci ha accudito, amato, o addirittura, messi al mondo. La vogliamo vedere come inutile e la pensiamo come un peso. È certo amara tale riflessione e molti grideranno allo scandalo, ma infatti e la cronaca ci insegnano che – in realtà- molte  persone la pensano esattamente, così, se non addirittura peggio. Ed è su queste fondamenta che si basa in parte la storia di questa opera prima del bravo e accorto Guido Domingo: difatti la sua protagonista è un’anziana donna che, rimasta vedova da tempo, “non vuole disturbare”. Sì,  è questo il verbo chiave dell’opera. Ma a chi non vuole recare disturbo? Alle altre persone  e – in particolar modo – a quelle giovani. Ed è anche per questo motivo che si accontenta, anch’esso altro concetto base del racconto, del pochissimo tempo che i nipoti e la figlia le dedicano: quattro chiacchiere e un tè bevuto insieme, o ancora la cortesia della spesa settimanale. È ciò che le arreca gioia. Ma poi fa capolino nella sua esistenza un vicino, un ragazzo proveniente dal Sud e giunto al Nord per cercare lavoro. Le è di conforto e le vuole davvero bene. E sarà grazie a lui e alla scoperta che faranno insieme che lei deciderà un giorno di compiere un viaggio in montagna, in sua compagnia  e di un’altra donna, che non è sua figlia. Un romanzo particolare ed emozionante che ci farà vibrare fino all’ultima pagina le corde del nostro cuore.

Casa Editrice: Pathos Edizioni
Genere: romanzo breve
Pagine: 165
Prezzo: 14€

Contatti:
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Link di vendita on line del libro:
https://www.pathosedizioni.it/catalogo/nemmeno-una-virgola/

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