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L’arte di sfasciare le chitarre Stefano Scrima

Il rock e la filosofia hanno molte più cose in comune di quelle che potete immaginare. Sono infatti entrambi tentativi di conoscere e approfondire il reale senza accontentarsi di ciò che ci viene detto essere giusto e sbagliato, e quindi armi per mettere in discussione lo stato delle cose o, detto in altra maniera, strumenti per “ampliare il fronte del possibile”, ovvero addentrarsi nella conoscenza di noi stessi e del mondo oltre i miseri spazi concessi dai ritmi delle nostre giornate. “L’arte di sfasciare le chitarre” parla proprio di questo, partendo dalla nascita del movimento rock come esperienza “tragica” e “diabolica”, sulla scorta di interpretazioni del mondo di pensatori come Schopenhauer, Nietzsche e Colli, per arrivare alle connessioni fra filosofi e rockstar (Eraclito e Jimi Hendrix, Platone e i Doors, Diogene e Iggy Pop, Schopenhauer e i Nirvana, Nietzsche e i Queen), dal rock che si mette a fare filosofia, una filosofia che spacca i timpani (con David Bowie, Clash, Joy Division, John Lennon), fino alla ribellione iconica dell’atto/rito di sfasciare gli strumenti musicali come manifestazione plastica della rottura filosofica del rock con la narrazione dominante. Un testo suggestivo per amanti del rock che vogliono approfondirne la filosofia e per amanti della filosofia che già sapevano di quanto questa fosse rock, ma ovviamente anche per chi ama sia il rock sia la filosofia, che in queste pagine troverà raccontato – con amore – il loro intimo legame.

Appassionato di rock da sempre, Stefano Scrima nel 2005 fonda i Sydrojé, con cui lascerà un segno nell’underground cremonese. Inseguendo un’altra sua passione, la filosofia, prende poi una laurea in Scienze Filosofiche a Bologna. 

Prezzo: 13,00 €
Casa Editrice: Arcana

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