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OVERLOGIC Delife

Partiamo col dire che l'elettronica dei bolognesi Overlogic è originale... ma anche no. Originale perché (almeno in ambito italiano) questo tipo di elettronica dal sapore vintage, figlia prediletta degli Anni Ottanta e Novanta, si è un po' persa ultimamente dai radar degli appassionati, quindi è da accogliere a braccia aperte. Purtroppo, però, il grosso limite dei Nostri sta nel proporla senza particolari guizzi, osando quasi nulla. Il risultato è un disco che intrattiene ma che non accelera mai, un po' monocorde, che si prende pochissimi rischi. Per essere un esordio, in "Delife" c'è molto mestiere, molta tecnica, cioè tanta…

Score

QUALITA' - 58%

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overlogic

Partiamo col dire che l’elettronica dei bolognesi Overlogic è originale… ma anche no. Originale perché (almeno in ambito italiano) questo tipo di elettronica dal sapore vintage, figlia prediletta degli Anni Ottanta e Novanta, si è un po’ persa ultimamente dai radar degli appassionati, quindi è da accogliere a braccia aperte. Purtroppo, però, il grosso limite dei Nostri sta nel proporla senza particolari guizzi, osando quasi nulla. Il risultato è un disco che intrattiene ma che non accelera mai, un po’ monocorde, che si prende pochissimi rischi.

Per essere un esordio, in “Delife” c’è molto mestiere, molta tecnica, cioè tanta atmosfera ma di singoli veri e propri capaci di colpire il bersaglio grosso non vi è traccia. La conclusiva “Deframmentazione” (6 minuti abbondanti di musica strumentale) può rappresentare il perfetto paradigma per fotografare l’album, mentre “Pick, Click, Shit” è sicuramente il brano che tira su il giudizio generale.

In conclusione: la proposta dev’essere ancora personalizzata e soprattutto, in futuro, deve azzardare una visione. Una buona tecnica non può bastare.

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