IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Recensioni > Alternative > BLÙMIA

BLÙMIA Wild Type

"Wild Type" è un concentrato di tante cose, un mix di suoni che si muovono nel solco dell'orecchiabilità, poi di volta in volta l'ispirazione si arricchisce di rock, soul, funk, elettronica, entra in scena anche il sax quando è necessario, come nel caso del singolo "Life's Trains". L'album è piacevolissimo, scorre via facile facile. A colpire però è la differente resa con le due lingue usate da Azzurra Buccoliero: i brani in inglese fanno un figurone, invece quando canta in italiano (complice i testi non proprio brillantissimi) perde parecchio e la qualità della proposta si annacqua. Accanto alla Buccoliero, Cristiano Meleleo,…

Score

QUALITA' - 72%

72%

72

blumia wild type

Wild Type” è un concentrato di tante cose, un mix di suoni che si muovono nel solco dell’orecchiabilità, poi di volta in volta l’ispirazione si arricchisce di rock, soul, funk, elettronica, entra in scena anche il sax quando è necessario, come nel caso del singolo “Life’s Trains”.

L’album è piacevolissimo, scorre via facile facile. A colpire però è la differente resa con le due lingue usate da Azzurra Buccoliero: i brani in inglese fanno un figurone, invece quando canta in italiano (complice i testi non proprio brillantissimi) perde parecchio e la qualità della proposta si annacqua.

Accanto alla Buccoliero, Cristiano Meleleo, che qui ha contribuito con chitarre, cori, programming, piano, synth e drums, e si è occupato (benissimo) anche della produzione e degli arrangiamenti.

In scaletta 10 pezzi: c’è personalità nella proposta e la sfida con il pop viene spesso vinta, evitando scivoloni fra le braccia della banalità (a livello puramente sonoro), mentre – come detto – a livello lirico bisogna ancora lavorare parecchio sulle produzioni in italiano.

Facciamo fatica a definire il brano migliore in assoluto, perché ci sono diversi episodi che concorrono alla palma. Ma se proprio dobbiamo sceglierne uno, puntiamo su “Adolf Hipster”.

In conclusione: un progetto da tenere d’occhio.

Tag