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CAMPOS Umani, vento e piante

"Umani, vento e piante" è un disco di pop, folk, elettronica che per il panorama italiano è merce rara, perché solitamente album così ben prodotti e assemblati (nel suono) siamo abituati a trovarli sugli scaffali stranieri, oppure a comprarli d'importazione in Italia. Questo per dire che è un lavoro rischioso per il mercato nostrano e - ahinoi, inevitabilmente - destinato a un pubblico di nicchia. Peccato, perché la forza di questi dischi sta nella loro capacità di aprirti la mente, di proiettarti su panorami nuovi e meno battuti, che lambiscono la sperimentazione. A noi il nuovo lavoro dei pisani…

Score

QUALITA' - 66%

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campos

Umani, vento e piante” è un disco di pop, folk, elettronica che per il panorama italiano è merce rara, perché solitamente album così ben prodotti e assemblati (nel suono) siamo abituati a trovarli sugli scaffali stranieri, oppure a comprarli d’importazione in Italia. Questo per dire che è un lavoro rischioso per il mercato nostrano e – ahinoi, inevitabilmente – destinato a un pubblico di nicchia. Peccato, perché la forza di questi dischi sta nella loro capacità di aprirti la mente, di proiettarti su panorami nuovi e meno battuti, che lambiscono la sperimentazione.

A noi il nuovo lavoro dei pisani Campos è piaciuto subito. Non ci ha entusiasmati, perché sulla melodia si è scelto il freno a mano, ma nel complesso bisogna riconoscere alle 11 canzoni in scaletta personalità, identità e un’idea di suono ben definita. Insomma, la sensazione è quella di un disco che fin dal principio aveva una traiettoria precisa ed è planato dove desiderava. Il brano migliore? “Qualcosa cambierà”.

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