IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Recensioni > Canzone d'autore > UMBERTO MARIA GIARDINI

UMBERTO MARIA GIARDINI Protestantesima

UMBERTO_MARIA_GIARDINI_PROTESTANTESIMA

Era il 1999 quando Umberto Maria Giardini esordiva discograficamente con il nome di Moltheni. Sono passati quasi 20 anni dai primi passi nel mondo della musica (nel mezzo anche un Festival di Sanremo) e Umberto continua per la sua strada, alla ricerca di un cantautorato pieno di immagini, di rimandi a una dimensione prossima a quella reale ma comunque diversa. Protestantesima” (La Tempesta) è un classico disco alla Umberto Maria Giardini, c’è forse un po’ di elettricità in più rispetto al passato, ma lo stile è sempre quello, cioè personalissimo e difficilmente equiparabile a qualcosa fatto da altri nel passato. L’immaginario è vasto, malinconico, decadente. Non lagnoso – anche se talvolta a Umberto è stata rimproverata una certa passione per il rinchiudersi da solo in un angolino.

Prodotto dal sempre bravo Antonio “Cooper” Cupertino e registrato al “Sotto il mare”, studio di Luca Tacconi a Verona, “Protestantesima” è un album dove i dettagli meritano di essere raccontati: certe chitarre sono bellissime (citiamo “Molteplici e riflessi” e “Seconda Madre”), la voce di Umberto in certi episodi è spinta in alto alla grande (come nella title track e ne “Il vaso di Pandora”, ad esempio) e prestate attenzione all’ipnotica coda strumentale di “C’è chi ottiene e chi pretende”. Forse la scaletta è avara di epicità, nel senso che mancano quelle canzoni a cui Umberto Maria Giardini ci aveva abituati e che tendevano a crescere emotivamente nell’arco di tre minuti. In questo disco si è preferito privilegiare l’atmosfera generale, tanto è vero che l’album ha una compattezza sonora notevole; dal punto di vista lirico, Moltheni è sempre più un ricordo lontano, anche se qua e là si possono avvertire degli inevitabili retrogusti.

Meglio la prima parte del cd rispetto alla seconda. La canzone migliore del compact? La title track è ottima, ma la nostra preferita è “Seconda Madre”.

Era il 1999 quando Umberto Maria Giardini esordiva discograficamente con il nome di Moltheni. Sono passati quasi 20 anni dai primi passi nel mondo della musica (nel mezzo anche un Festival di Sanremo) e Umberto continua per la sua strada, alla ricerca di un cantautorato pieno di immagini, di rimandi a una dimensione prossima a quella reale ma comunque diversa. "Protestantesima" (La Tempesta) è un classico disco alla Umberto Maria Giardini, c'è forse un po' di elettricità in più rispetto al passato, ma lo stile è sempre quello, cioè personalissimo e difficilmente equiparabile a qualcosa fatto da altri nel passato. L'immaginario…

Score

QUALITA' - 69%

69%

69

Tag