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BRUNO BAVOTA «Sto cercando di vivere questo momento di difficoltà come un'opportunità»

Compositore e polistrumentista neoclassico italiano, Bruno Bavota si colloca perfettamente nella scena modern-classic, tra mondi alternativi che spaziano dal pop pianistico alla musica classica. Con lui abbiamo provato a trovare una possibile chiave di lettura a queste giornate particolari.

Pensi che questa situazione e questo riscoprirci terribilmente vulnerabile davanti a un nemico invisibile possano portare – alla fine – a qualcosa di nuovo, a una presa di coscienza (dei singoli) diversa rispetto al passato?  

«Spero che riescano ad insinuarsi nelle persone il senso di collettività e l’urgenza di fare qualcosa di diverso per salvaguardare il futuro del nostro pianeta. Sono anni che si parla della crisi ambientale e di risorse del pianeta al collasso, eppure non si è fatto ancora nulla di concreto. Il Covid-19 è qualcosa che ci fa preoccupare nell’immediato presente perché siamo tutti potenzialmente attaccabili, me è solo un monito di quello che potrà essere nei prossimi anni. Leggevo che prima le possibilità di un evento catastrofico nel XX secolo erano di 1 su 100, ora sono 1 su 6, le stesse probabilità che aveva Trump di diventare presidente degli Stati Uniti secondo una statistica del New York Times. Dobbiamo agire, subito».

Che ruolo può avere, oggi, in questo momento, un artista: intrattenere comunque il pubblico usando i mezzi a disposizione, oppure cercare di elaborare questi giorni provando di conseguenza a dare – tramite l’arte – una chiave di lettura?

«Gli artisti stanno vivendo un periodo davvero complicato perché sono sicuramente una delle categorie più colpite in questo momento storico. La bellezza e la sensibilità credo siano due cose che possano aiutare ad esorcizzare la paura e a cercare di dare un piccolo sollievo, e la musica è sicuramente uno dei mezzi principi per veicolare questi messaggi. Personalmente sto “sfruttando” questi giorni di quarantena per lavorare ad un progetto che ho in mente».

Da cittadino, invece, come stai vivendo questo momento così particolare e carico di tensioni? 

«Sto cercando di vivere questo momento di difficoltà come un’opportunità di vivere nuove sensazioni, emozioni ed ispirazioni. Da cittadino sto seguendo tutte le linee guida del governo, sto uscendo una volta ogni 4-5 giorni per fare la spesa. Mi manca sicuramente passeggiare, ma i miei bisogni non hanno alcun valore rispetto a salvaguardare la salute degli altri».

Chiusi in casa, e talvolta in una condizione di solitudine terribile, cosa può avvicinarci alla felicità?

«In me puoi trovare una persona molto legata alla solitudine, l’ho sempre trovata una buona compagnia. Quando si è soli si riesce davvero a conoscersi meglio ed a sentire le proprie emozioni ed i propri pensieri. Sono consapevole che molte persone sono spaventate dalla solitudine, perché scavarsi a fondo non è sempre piacevole soprattutto se si ha paura di affrontare momenti di vita e sensazioni dalle quali si preferisce fuggire. Una strada per la felicità può essere quella di abbracciare se stessi ed accettarsi».

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