IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Interviste > Altri Suoni > MAËLYS
maelys

MAËLYS «La musica è la più bella condivisione del mondo»

Mélange” è il primo album ufficiale di Maëlys, uscito a gennaio per l’etichetta Playbrown Group e distribuito in formato fisico e digitale da IRD.

La tua musica fa venire in mente molte cose pubblicate negli ultimi anni in Francia. In che cosa pensi si differenzi il tuo progetto rispetto ad altri? 

«Il semplice fatto di essere profondamente personale ed intimo. “Mélange” è fortemente viscerale, introspettivo. Probabilmente, e del tutto inconsapevolmente, ci saranno delle congruenze con altri progetti per via di influenze o… semplicemente di stessi messaggi da comunicare».

Con quale elettronica o fascinazioni musicali sei cresciuta?

«L’elettronica ha cominciato a far parte della mia vita da poco prima che cominciasse il progetto, quando ho conosciuto il mio producer Claudio “Sup Nasa” La Rocca. Io vengo da tutt’altro mondo. I miei ascolti di bambina erano Mina e Pat Metheny, negli anni sono arrivata fino a John MayerDaniel Caesar, Jorja Smith, Frank Ocean, Sampha».

Sono rarissime le foto in cui sorridi e anche la tua musica ha spesso un velo di malinconia. 

«Hai proprio ragione, non sorrido quasi mai in foto! In realtà, con molta umiltà, sono una persona solare. Anzi, è stupendo quando mi dicono che appena entro nella stanza porto il sorriso. Però la musica, e tutta l’arte, è il frutto di emozioni forti, molto spesso sofferenza. Luigi Tenco rispose alla domanda sul perché scrivesse solo canzoni tristi che lui quando era felice usciva. Che genio!».

Definiresti la tua musica come “buona per persone con una sensibilità malinconica”?

«Ottima definizione il “buona per persone con una sensibilità malinconica”, mi ci rivedo molto».

Hai collezionato moltissime date in questa prima parte di 2018. Cosa c’è di bello nel salire su di un palco ed esibirsi per un pubblico?

«La parte migliore di salire sul palco è portare un messaggio, completamente personale, e rendersi conto che è pienamente condivisibile. La parte migliore è quando scrivi qualcosa che possa far sorridere, piangere, perdere chi ti ascolta, quando ti dicono “ma come hai fatto, avrei voluto scriverla io”. La musica è la più bella condivisione del mondo».

Cercando il tuo nome su Internet viene fuori il tristissimo caso della bambina uccisa in Francia. Hai seguito quel caso?

«Purtroppo sì, mi sono informata leggendo articoli online. Sono paralizzata ogni volta che parlo di questo, sono realtà cosi alterate che non sembrano essere possibili a volte».

Tag