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THE END? L’INFERNO FUORI Daniele Misischia

La recensione si può riassumere nel saggio commento di un adolescente (probabilmente al telefono con un coetaneo) nel corso dell'intervallo della nostra visione: «Sto vedendo una roba di zombie che fa abbastanza schifo». Ecco, "The End? L'inferno fuori" (prodotto dai Manetti Bros.) è tutto in questa frase carpita in platea. Il film di Daniele Misischia è un horror scritto, interpretato e diretto in maniera quasi amatoriale. La trama. Giovane economista rampante, Claudio Verona (Alessandro Roja) ha un importante appuntamento di lavoro. Peccato che prima di giungere al piano, l’ascensore del suo ufficio decida di bloccarsi. Intrappolato in quella scatola, Claudio capirà…

Score

SCORE - 3.5

3.5

4

the end linferno fuori

La recensione si può riassumere nel saggio commento di un adolescente (probabilmente al telefono con un coetaneo) nel corso dell’intervallo della nostra visione: «Sto vedendo una roba di zombie che fa abbastanza schifo». Ecco, “The End? L’inferno fuori” (prodotto dai Manetti Bros.) è tutto in questa frase carpita in platea. Il film di Daniele Misischia è un horror scritto, interpretato e diretto in maniera quasi amatoriale.

La trama. Giovane economista rampante, Claudio Verona (Alessandro Roja) ha un importante appuntamento di lavoro. Peccato che prima di giungere al piano, l’ascensore del suo ufficio decida di bloccarsi. Intrappolato in quella scatola, Claudio capirà ben presto che quello è l’ultimo dei suoi problemi: una misteriosa epidemia ha infatti colpito l’intera città di Roma e, da lì a poco, un’orda di zombie scatenerà il panico in ogni angolo della capitale. Compreso il suo ufficio.

Alessandro Roja non ha credibilità nel ruolo, ma ciò che stupisce (in negativo) è la sua interpretazione: non trasmette nulla allo spettatore, soprattutto nei momenti di tensione emotiva. Zero. Nel cast anche Euridice Axen, che non lascia il segno; Carolina Crescentini, che presta la voce; salviamo invece il bravo Claudio Camilli, che si cala bene nella parte del poliziotto che prova a dare un senso a una trama disastrata. Salviamo anche la fotografia di Angelo Sorrentino, per il resto è notte fonda. Il finale è all’insegna del “vabbè, diamoci una mossa che forse il brodo per allungare è già bello che terminato”.

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