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VALENTE Il blu di ieri

E' un buon disco "Il blu di ieri". Valente attinge a piene mani da una stagione - quella degli Anni Ottanta - che ancora oggi continua a trasmettere semi vitali, ma il suo lavoro non sa di vecchio, perché nell'arrangiamento dei brani si è scelta una strada coraggiosa. Ecco quindi che la scaletta è invasa da un rock che si piega qua e là ai voleri della new wave, del pop, dell'elettronica, della canzone d'autore moderna e anche del jazz, complice un sassofono perfetto che entra nei momenti giusti arricchendo i brani. "Il blu di ieri" è un buon…

Score

QUALITA' - 68%

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valente il blu di ieri

E’ un buon disco “Il blu di ieri“.

Valente attinge a piene mani da una stagione – quella degli Anni Ottanta – che ancora oggi continua a trasmettere semi vitali, ma il suo lavoro non sa di vecchio, perché nell’arrangiamento dei brani si è scelta una strada coraggiosa. Ecco quindi che la scaletta è invasa da un rock che si piega qua e là ai voleri della new wave, del pop, dell’elettronica, della canzone d’autore moderna e anche del jazz, complice un sassofono perfetto che entra nei momenti giusti arricchendo i brani.

Il blu di ieriè un buon disco perché oltre alla parte musicale ruota attorno a una scrittura matura – non sempre a fuoco con le intenzioni di partenza, ma comunque valida e ben oltre la sufficienza.

In scaletta anche la presenza di Xabier Iriondo e la cover di “All Cats Are Grey” dei Cure. I brani migliori? L’iniziale “Sogni di te” e la title track sono un ottimo biglietto da visita, ma “Notti senza sogni” ha oggettivamente una marcia in più – sarebbe un delitto non farne un singolo.

In conclusione: un album che si fa ascoltare e apprezzare già al primissimo contatto. Un esperimento intelligente attorno alle coordinate del pop.

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