IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...

LIBERATO Liberato

E alla fine il disco l'ha tirato fuori. Lo ha fatto mettendo sul tavolo altri cinque pezzi, accompagnati da altrettanti video di Francesco Lettieri a comporre un piccolo film con una storia autoconclusiva. Insomma, abbiamo finalmente il disco di Liberato, disco che negli ultimi anni si è andato a comporre un po' alla volta e - all'apparenza - senza un programma preciso: pezzi centellinati, qualche live, video bellissimi e mistero sparso a piene mani, con l'ombra di Livio Cori (noi non crediamo sia lui, Liberato) ad allungarsi sul progetto. Al netto però di tutto quello che negli ultimi anni…

Score

QUALITA' - 90%

90%

90

liberato

E alla fine il disco l’ha tirato fuori. Lo ha fatto mettendo sul tavolo altri cinque pezzi, accompagnati da altrettanti video di Francesco Lettieri a comporre un piccolo film con una storia autoconclusiva. Insomma, abbiamo finalmente il disco di Liberato, disco che negli ultimi anni si è andato a comporre un po’ alla volta e – all’apparenza – senza un programma preciso: pezzi centellinati, qualche live, video bellissimi e mistero sparso a piene mani, con l’ombra di Livio Cori (noi non crediamo sia lui, Liberato) ad allungarsi sul progetto.

Al netto però di tutto quello che negli ultimi anni si è scritto e detto su Liberato, stringi stringi sono sempre le canzoni a dare la portata di un progetto. Perché puoi usare tutto il marketing che vuoi, tutto l’anonimato di questo mando, ma se le canzoni non ci sono, non vai da nessuna parte. Ecco quindi che avere finalmente un disco compiuto di Liberato aiuta a definire i contorni del progetto.

Gli 11 brani in scaletta ci dicono che quello di Liberato è un progetto dal potenziale enorme, perché la capacità del Nostro (o di chi lavora al suo fianco) di mescolare pop, tradizione popolare e suoni modernissimi è roba rara. Ci hanno provato in tanti, usando dialetti vari e diversi, ma soltanto Liberato è riuscito ad amalgamare dialetto, accenti stranieri, poesia fino a costruire immaginari accattivanti per un pubblico vastissimo. Insomma, guai a pensare Liberato come un neo melodico dei giorni nostri – cosa che per la verità abbiamo sentito spesso – perché significa non riconoscere all’artista napoletano(?) il merito di essere andato oltre i confini locali, fino a spingersi in Europa.

Dal punto di vista musicale, il disco è una delizia: elettronica, pop, arrangiamenti sempre vari, una produzione pulita che ha trasformato un pezzo in originale non fortissimo come “Gaiola”, in un’altra roba nella versione più… calma. Insomma, se “Gaiola” finora era stato visto come l’anello debole delle produzioni targate “Liberato”, con la rivisitazione è diventato un brano imprescindibile. Ma sinceramente, non troviamo un episodio debole in questo album che è semplicemente perfetto, con i nuovi pezzi che chiudono meravigliosamente il cerchio.

Ora c’è da chiedersi – fatto il disco – che percorso imboccherà Liberato, perché da qui in poi il gioco dei pezzi pubblicati ogni tanto non può più andare avanti. Inevitabilmente il progetto dovrà fare un salto di qualità – a livello promozionale. Restiamo in attesa degli sviluppi. Convinti che anche se il progetto si fermasse qui, il nostro giudizio resterebbe invariato: Liberato è la miglior cosa uscita in Italia negli ultimi dieci o quindici anni. Ha preso la tradizione cantautorale italiana e l’ha portata a darsi una rinfrescata necessaria.

Tag