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GIOVANNI SUCCI Con ghiaccio

Abbiamo eletto Giovanni Succi a nostro personalissimo totem. Ci piace da matti il suo percorso, che sembra incoerente e talvolta sbilenco, fra metal e Paolo Conte, fra cantautorato e cinismo di provincia, eppure è tutto così lineare se guardato nel suo insieme. Succi ha sempre idee buone, accelerazioni e sterzate interessanti e anche questo "Con ghiaccio" è un disco da ascoltare e tenere poi lì a portata di mano, perché è una piccola antologia di quello che è l'universo musicale di Succi. E' il "Greatest Hits" di Succi, ma senza i successi di una vita, solo le canzoni del…

Score

QUALITA' - 72%

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giovanni succi ghiaccio

Abbiamo eletto Giovanni Succi a nostro personalissimo totem. Ci piace da matti il suo percorso, che sembra incoerente e talvolta sbilenco, fra metal e Paolo Conte, fra cantautorato e cinismo di provincia, eppure è tutto così lineare se guardato nel suo insieme. Succi ha sempre idee buone, accelerazioni e sterzate interessanti e anche questo “Con ghiaccio” è un disco da ascoltare e tenere poi lì a portata di mano, perché è una piccola antologia di quello che è l’universo musicale di Succi. E’ il “Greatest Hits” di Succi, ma senza i successi di una vita, solo le canzoni del momento.

L’album è stato anticipato dalla title track, che rappresenta un vero e proprio manifesto: un rap con il quale l’artista astigiano si mette a nudo con orgoglio, leggerezza e originalità. Il resto del disco, prodotto, arrangiato e registrato da Ivan A. Rossi, è un album di cartoline spedite da epoche diverse (e dall’autore stesso, a se stesso) che parlano di personaggi, atmosfere sbiadite, vittorie, pareggi e sconfitte. I conti sono ancora aperti. E l’ascoltatore non è chiamato a tenere i punti, ma è l’ospite d’onore alla tavola.

Dal punto di vista musicale, rock e canzone d’autore sono le pietre angolari, ma attorno compaiono fascinazioni diverse: dal rap della title track al metal-rock di “Tutto subito”, uno dei pezzi meglio riusciti del compact, perché parte in un modo e finisce in un “altrove” che poi è la cifra stilistica di Succi. Occhio anche a “Bukowski”, che fa venire in mente qualcosa degli Offlaga Disco Pax, e l’iniziale “Artista di nicchia”. In conclusione, un disco da leccarsi i baffi.

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