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GUSTAVO Dischi volanti per il gran finale

Arriviamo in colpevole ritardo a recensire questo “Dischi volanti per il gran finale”, debutto del progetto Gustavo. Si tratta di un concept album tratto da alcune poesie composte dall’autore, musicista e produttore, Francesco Tedesco, che hanno come protagonista un personaggio di fantasia nato nel 1797, chiamato appunto Gustavo. per provare ad andare oltre il classico "già sentito". L'alchimia funziona piuttosto bene, non a caso il disco scivola via che è una meraviglia e mette in evidenza una…

Score

QUALITA' - 70%

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gustavoArriviamo in colpevole ritardo a recensire questo “Dischi volanti per il gran finale”, debutto del progetto Gustavo. Si tratta di un concept album tratto da alcune poesie composte dall’autore, musicista e produttore, Francesco Tedesco, che hanno come protagonista un personaggio di fantasia nato nel 1797, chiamato appunto Gustavo.

Le coordinate sono quelle del cantautorato, con un occhio di riguardo verso la poetica di Battiato e arrangiamenti che flirtano col jazz per provare ad andare oltre il classico “già sentito”. L’alchimia funziona piuttosto bene, non a caso il disco scivola via che è una meraviglia e mette in evidenza una certa sensibilità nel ricamare melodie non scontate.

L’album è uscito poco più di un anno fa e ci sembrava ingiusto non dedicargli qualche riga nei tempi di recupero. Perché in un panorama avvilente – ci riferiamo alla scena cantautorale italiana, quella classica – fa piacere incrociare ogni tanto progetti come questi che hanno qualcosa da dire. Tedesco canta benissimo, le sue liriche hanno profondità e leggerezza e musicalmente il compact riesce a portare in dote una tensione sotterranea che scuote l’ascoltatore. I brani migliori? “Sanbenitos e berretti da somaro”, “Gustavo” e la title track.

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