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MAX ZANOTTI

MAX ZANOTTI «Vi racconto il mio Festival di Sanremo del 2006...»

Il Festival di Sanremo è partito e noi siamo degli inguaribili nostalgici e dei gran curiosi. Nel senso che ogni anno siamo a chiederci: “Ma com’è il Festival vissuto da dentro? Che roba è?”. L’abbiamo chiesto a Max Zanotti, che nel 2006 prese parte coi Deasonika alla kermesse e visto che la canzone era veramente, veramente, veramente bella, si piazzò ben distante dal podio.

Sono passati 11 anni dal Festival 2006. Cosa ricordi di quella esperienza? 

«Ho un ricordo sicuramente positivo, avevamo un disco in uscita e la chiamata arrivò inaspettata. Fu per noi una bella vetrina per promuovere l’album».

Hai qualche recriminazione a distanza di tempo?

«Non ho sicuramente recriminazioni anche perché non ci aspettavamo nulla. Da lì a qualche giorno saremmo andati in tour con i Placebo e 3 giorni prima eravamo in studio con Jaz Coleman, di emozioni ce n’erano a sufficienza».

Per il pubblico, sappiamo cos’è Sanremo, cioè il regno del gossip, del ritornello, Pippo Baudo e i suoi surrogati. Per un artista, invece, cos’è oggi?

«Per un artista emergente è uno dei pochissimi contenitori rimasti, peccato che però sia un festival televisivo e non musicale. Per un Big è un modo per dire “…hey, ci sono ancora, eh!”. Per gli ospiti è un bancomat».

Nella tua/vostra edizione vinse Riccardo Maffoni e c’erano anche L’Aura e Ivan Segreto. Ricordi qualche episodio curioso capitato dietro le quinte? O qualche bella amicizia nata?

«Con L’Aura ci conoscevamo già, invece con Ivan è stata una bella conoscenza, lui è veramente un musicista incredibile. La cosa che mi ricordo con “simpatia” è stata l’intervista che ci fece Mario Merola in un suo salotto sanremese, mai connubio fu più azzardato. Eravamo abbastanza spaesati…».

Sanremo e i Talent sono le due facce della stella medaglia? Oppure un contesto è più nobile dell’altro?

«Sanremo è sicuramente meno carne da macello, è comunque una tradizione nobile della televisione italiana, i Talent sono una pericolosa opportunità per chi non farebbe comunque nulla al di fuori (non per tutti ma per la maggior parte)».

Cosa stai facendo negli ultimi tempi?

«Ho finito il disco dei Les Fleurs des Maladives e quello di Ketty Passa, sto per finire quello di Alteria e tra poco inizierò con una nuova produzione, quindi tanto lavoro in studio. Personalmente stiamo scrivendo il secondo album dei Casablanca, la mia band. Dovremmo uscire per settembre».

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