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SOLDADO Stefano Sollima

La trama si concede qualche buco narrativo qua e là, ma la regia del nostro Stefano Sollima è davvero tanta roba. Insomma, il valore del regista italiano supera quello della pellicola, e la sensazione - piuttosto evidente - è che Sollima non abbia liberato del tutto la sua arte, ma che abbia mantenuto il profilo basso, soprattutto nei piani sequenza. La trama. La pellicola è il sequel di "Sicario" del 2015. Un attentato suicida in un negozio al dettaglio di Kansas City uccide quindici persone. Il governo degli Stati Uniti risponde autorizzando l'agente della CIA Matt Graver (Josh Brolin) ad applicare…

Score

SCORE - 7.5

7.5

8

soldado

La trama si concede qualche buco narrativo qua e là, ma la regia del nostro Stefano Sollima è davvero tanta roba. Insomma, il valore del regista italiano supera quello della pellicola, e la sensazione – piuttosto evidente – è che Sollima non abbia liberato del tutto la sua arte, ma che abbia mantenuto il profilo basso, soprattutto nei piani sequenza.

La trama. La pellicola è il sequel di “Sicario” del 2015. Un attentato suicida in un negozio al dettaglio di Kansas City uccide quindici persone. Il governo degli Stati Uniti risponde autorizzando l’agente della CIA Matt Graver (Josh Brolin) ad applicare misure estreme per combattere i cartelli della droga messicani, sospettati di contrabbandare i terroristi oltre confine. Graver e il Dipartimento della Difesa decidono che l’opzione migliore è quella di istigare una guerra tra i maggiori cartelli, e Graver recluta Alejandro Gillick (Benicio del Toro) per la missione.

Brolin e del Toro fanno un figurone, a tal punto che è difficilissimo dire chi dei due è andato meglio. Nella loro recitazione c’è tutto: espressività, presenza scenica, pause, tempi delle battute. Grande cinema, insomma. Complice anche un Sollima che li dirige senza strafare, con quelle riprese dall’alto delle macchine che sono un suo marchio di fabbrica. Bellissime le musiche di Hildur Guðnadóttir, ottimo il montaggio di Matthew Newman, deludente invece la fotografia di Dariusz Wolski.

In conclusione: un thriller che fa gonfiare il petto anche al cinema italiano.

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