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NESLI «Anche in questo album sono uno spirito libero»

Nesli è tornato con il suo nuovo album “Vengo In Pace“, che chiude idealmente la trilogia iniziata nel 2015 con “Andrà Tutto Bene” e “Kill Karma” nel 2016. I tre album sono nati separatamente ma hanno finito per avere un perfetto senso logico tra loro. Disco particolare, questo, perché è uscito contemporaneamente con l’inizio del “Vengo In Pace Tour 2019”, che ha debuttato a Roma il 21 marzo, un giorno prima l’uscita dell’album. Abbiamo incontrato Nesli per farci raccontare qualcosa in più su questo suo nuovo progetto.

Che disco è, questo, Nesli?

«Anche in questo album sono uno spirito libero, perché mentre ci lavoravo ero fuori dalle pressioni».

Cosa non ti piace del mondo attuale?

«Non do un giudizio, il mio venire in pace in tempi di guerra è da intendere come guerra verbale, tante sono le violenze che si possono fare in questo mondo dove poter dire tutto ciò che si vuole, io vengo in pace in questo senso».

Chi è il tuo pubblico?

«Cambiano i tempi ma non le persone, ho la fortuna di venire da un passato più analogico e pur non essendo un anziano della musica sono in un limbo tra analogico e digitale. Ho un pubblico molto vasto, dai miei coetanei che mi sono portato avanti in questi dieci anni di dischi a un pubblico di più giovani che mi ha scoperto anche grazie al mondo digitale».

Quale è il tuo brano preferito del compact?

«Direi “Ma Che Ne So”. Mi rappresenta molto e rappresenta il mio modo di fare musica e il mio mondo musicale».

La copertina dell’album ha un’immagine particolare, cosa rappresenta?

«E’ forse la copertina più colorata che io abbia mai fatto, ci sono io che tendo la mano, non ha un senso preciso, è il mio gesto con il quale vengo in pace».

Questo cd è dedicato a qualcuno in particolare?

«No, la dedica di questo album è da costruire, alla fine di questo percorso vi saprò dire a chi lo dedico».

Carlotta Sorrentino
(www.notespillate.com)

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