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THE NEST – IL NIDO Roberto De Feo

Estetica, fotografia, musiche (di Teho Teardo) e regia premiano l'opera di Roberto De Feo. Ma un film - perché sia tale - ha bisogno di una storia e purtroppo "The Nest - Il Nido" ha una trama deboluccia e un finale mortifero. Peccato, perché . La trama. Samuel (Justin Korovkin) è un giovane ragazzo costretto su una…

Score

SCORE - 5.5

5.5

6

the nest

Estetica, fotografia, musiche (di Teho Teardo) e regia premiano l’opera di Roberto De Feo. Ma un film – perché sia tale – ha bisogno di una storia e purtroppo “The Nest – Il Nido” ha una trama deboluccia e un finale mortifero. Peccato, perché se da un lato la pellicola ha il merito di incuriosire, e intrigare, dall’altro ha la gravissima colpa di non remunerare la pazienza dello spettatore (il montaggio non è ritmato) con una seconda parte capace di spingere fino in fondo il pedale sull’acceleratore.

La trama. Samuel (Justin Korovkin) è un giovane ragazzo costretto su una sedia a rotelle che vive con sua madre Elena (Francesca Cavallin) a “Villa dei Laghi”, una residenza isolata circondata da boschi. Bloccato nella routine familiare e con il rigoroso divieto di allontanarsi dalla dimora, Samuel cresce apparentemente protetto ma insoddisfatto e irrequieto. Tuttavia, la vita nella Villa è sempre più frequentemente sconvolta da avvenimenti strani e inquietanti, fino a quando l’arrivo dell’adolescente Denise (Ginevra Francesconi) scardinerà definitivamente gli equilibri della famiglia, dando a Samuel la forza di opporsi alle restrizioni imposte da sua madre e di cercare la verità sul mondo che lo circonda.

Molto bene il cast, con i due ragazzini e la Cavallin che riempiono la scena alla grande. Una menzione particolare per Maurizio Lombardi, alle prese con un personaggio enigmatico (il dottore) ma tratteggiato con estrema maestria.

De Feo firma una regia di pregio, con tante inquadrature che rimandano all’immaginario kubrickiano senza tuttavia fare il verso ad alcun regista di grido. Il suo horror è avaro di sangue e spaventa con la forza di vecchi e sempre apprezzabili stratagemmi (buio, mistero, sonoro), ma nel momento in cui deve mettere giù il carico, tira via la mano colpevolmente.

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