IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Cinema2019 > CITY OF LIES

CITY OF LIES Brad Furman

Nonostante la presenza di due pesi massimi come Johnny Depp e Forest Whitaker, "City of Lies" è un mezzo film che intrattiene poco e che forse ha eccessiva sostanza al suo interno per essere compresso in una pellicola di due ore. Insomma, La trama. La pellicola è l'adattamento cinematografico del libro "LAbyrinth" scritto da Randall Sullivan, che ripercorre l'omicidio di Notorious B.I.G. e l'omicidio di Tupac Shakur, seguendo le indagini del detective Russell Poole, aiutato dal…

Score

SCORE - 4.5

4.5

5

city of lies

Nonostante la presenza di due pesi massimi come Johnny DeppForest Whitaker, “City of Lies” è un mezzo film che intrattiene poco e che forse ha eccessiva sostanza al suo interno per essere compresso in una pellicola di due ore. Insomma, forse una serie avrebbe reso maggiore merito al soggetto, mentre il lungometraggio per il cinema ha inevitabilmente costretto autori e attori a mischiare troppo sbandando spesso.

La trama. La pellicola è l’adattamento cinematografico del libro “LAbyrinth” scritto da Randall Sullivan, che ripercorre l’omicidio di Notorious B.I.G. e l’omicidio di Tupac Shakur, seguendo le indagini del detective Russell Poole, aiutato dal giornalista Jack Jackson. Russell Poole (Johnny Depp) è un ex-detective che ha dedicato la sua vita al caso mai risolto sugli omicidi, a fine Anni Novanta, delle due star del rap Tupac Shakur e Notorius B.I.G.. Vent’anni dopo riceve la visita di Jackson (Forest Whitaker), un reporter dell’ABC. I due conducono insieme una nuova indagine decisi a smascherare il coinvolgimento della corrotta polizia di Los Angeles.

Depp e Whitaker svolgono il compitino, con il secondo più bravo del bollito Depp. La regia di Brad Furman è anonima, la fotografia di Monika Lenczewska è molto bella, mentre montaggio e sceneggiatura sferrano due ganci perfetti (si fa per dire…) all’insuccesso della pellicola. Nel finale il film scivola nel melodramma tipicamente americano per provare a strappare una lacrimuccia al pubblico. In conclusione: un’opera utile solo a ricordare i due miti del rap (quando ancora di rap vero si trattava), per il resto è un buco nell’acqua.

Tag