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IL CORRIERE – THE MULE Clint Eastwood

Prima cosa da dire: lasciate perdere il marketing e gli accostamenti con "Gran Torino". Quel film aveva una poesia che qui è lontanissima parente. Altra cosa: è fantastico che Clint Eastwood continui a fare arte alla sua età, ma questo non significa in automatico che sia buona arte, la sua. "Il Corriere - The Mule" non è buona arte. E' giusto un filmetto infarcito di stereotipi: dal cartello della droga con le solite facce, al burbero da redimere sulla via della famiglia, passando per il classico poliziotto che la sa lunga. Il finale non ve lo diciamo, ma potete tranquillamente…

Score

SCORE - 5

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il corriere the mule

Prima cosa da dire: lasciate perdere il marketing e gli accostamenti con “Gran Torino”. Quel film aveva una poesia che qui è lontanissima parente. Altra cosa: è fantastico che Clint Eastwood continui a fare arte alla sua età, ma questo non significa in automatico che sia buona arte, la sua. “Il Corriere – The Mule” non è buona arte. E’ giusto un filmetto infarcito di stereotipi: dal cartello della droga con le solite facce, al burbero da redimere sulla via della famiglia, passando per il classico poliziotto che la sa lunga. Il finale non ve lo diciamo, ma potete tranquillamente immaginarlo. Secondo voi chi vincerà?

La trama. Earl Stone (Clint Eastwood) è un anziano signore di circa 80 anni rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, quando gli viene offerto un lavoro per cui è richiesta la sola abilità di saper guidare un’auto. Earl è ignaro di aver appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Il suo carico diventa di volta in volta più grande essendo bravo nel suo mestiere. Nonostante i suoi problemi finanziari appartengano al passato, sorge un altro problema: Earl è finito nel radar dell’efficiente agente della DEA Colin Bates (Bradley Cooper).

Detto che Eastwood non fa nulla di speciale sia sulla scena che in regia, il resto del cast non incide granché: Bradley Cooper è poco credibile, il bravo Michael Peña è utilizzato col contagocce ed è lontano anni luce dal suo sontuoso ruolo nell’ultima stagione di “Narcos”, mentre Laurence Fishburne è utile come una coperta di lana a Ferragosto.

Si arriva alla fine piuttosto annoiati.

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