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COCAINE – LA VERA STORIA DI WHITE BOY RICK Yann Demange

Probabilmente, qui da noi, devono aver pensato che lasciando il titolo anonimo (ma originale) "White Boy Rick" non se lo sarebbe filato nessuno questo film, ed ecco quindi che è arrivato il colpo di genio: . Una scelta di puro marketing, perché poi, a guardare la pellicola, la droga c'è ma neppure con un ruolo da protagonista. La trama. La pellicola narra la vera storia di Richard Wershe Jr., conosciuto come White Boy Rick, che fu il più giovane informatore dell'FBI all'età di 14 anni. Scaricato dall'FBI…

Score

SCORE - 5

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white boy rick

Probabilmente, qui da noi, devono aver pensato che lasciando il titolo anonimo (ma originale) “White Boy Rick” non se lo sarebbe filato nessuno questo film, ed ecco quindi che è arrivato il colpo di genio: aggiungerci “Cocaine ” in bella evidenza per strizzare l’occhio a un pubblico giovane. Una scelta di puro marketing, perché poi, a guardare la pellicola, la droga c’è ma neppure con un ruolo da protagonista.

La trama. La pellicola narra la vera storia di Richard Wershe Jr., conosciuto come White Boy Rick, che fu il più giovane informatore dell’FBI all’età di 14 anni. Scaricato dall’FBI a 17 anni, divenne un trafficante di cocaina e fu arrestato nel 1987; condannato all’ergastolo, nel 2017 fu messo in libertà vigilata dopo trent’anni di galera.

Matthew McConaughey veste i panni del padre del protagonista e conferma ormai di attraversare un momento della carriera dove nessun ruolo gli può essere precluso, perché è ormai bravo a fare tutto. In questa occasione non mette sul tavolo una prova memorabile, ma la recitazione è solida, la caratterizzazione è credibile e la fisicità in scena fa il resto. Molto bene Richie Merritt, che a conti fatti si rivela una piacevole sorpresa. Ottima anche Bel Powley nei panni della sorella del protagonista e non se la cava male neppure Jennifer Jason Leigh alle prese con un ruolo defilato (è un’agente dell’FBI) ma chiave.

Male tutto il resto: dalla narrazione, alla regia di Yann Demange, passando per un montaggio piatto. Carina la fotografia di Tat Radcliffe.

Tutto il film ondeggia fra poliziesco, dramma e biografia; alla fine si calca la mano sull’aspetto drammatico ma l’epilogo è raffazzonato e senza mordente. Insomma, ottimo il cast, male la storia e il suo sviluppo.

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