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CATTIVE ACQUE Todd Haynes

Storia interessante, narrazione fluida, interpreti validi e validissimi, finale che non tradisce le attese. "Cattive Acque" è il classico film che intrattiene e spinge alla riflessione e che sta sul confine tra verità e inchiesta. La trama. Nel 1998 Robert Bilott (Mark Ruffalo), avvocato societario specializzatosi nella difesa di aziende chimiche, riceve la chiamata di un agricoltore di Parkersburg, nella Virginia Occidentale, che gli chiede di indagare su un possibile collegamento tra la presenza di un grande impianto dell'azienda DuPont nei pressi della sua fattoria e un'insorgenza anormale di tumori e malformazioni nelle sue mucche. Presto, Bilott scopre che…

Score

SCORE - 7

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cattive acque

Storia interessante, narrazione fluida, interpreti validi e validissimi, finale che non tradisce le attese. “Cattive Acque” è il classico film che intrattiene e spinge alla riflessione e che sta sul confine tra verità e inchiesta.

La trama. Nel 1998 Robert Bilott (Mark Ruffalo), avvocato societario specializzatosi nella difesa di aziende chimiche, riceve la chiamata di un agricoltore di Parkersburg, nella Virginia Occidentale, che gli chiede di indagare su un possibile collegamento tra la presenza di un grande impianto dell’azienda DuPont nei pressi della sua fattoria e un’insorgenza anormale di tumori e malformazioni nelle sue mucche. Presto, Bilott scopre che da decenni la DuPont sta usando impunemente i corsi d’acqua della zona per smaltire il proprio acido perfluoroottanoico, con conseguenze estremamente gravi per la popolazione.

Mark Ruffalo è credibilissimo nel ruolo e si conferma come uno degli attori più sottovalutati della sua generazione – a sua colpa va pure detto che negli anni non tutte le sue scelte artistiche sono state felici. Bene anche Anne Hathaway nel ruolo della moglie del protagonista e il sempreverde Tim Robbins nei panni del socio-anziano dello studio legale. Non memorabile l’apparizione di Bill Pullman (fa la parte di un avvocato), ma dal momento che negli ultimi anni è finito un po’ ai margini, è sempre bello rivederlo sul grande schermo, e pazienza se i ruoli non sono proprio il massimo…

Efficace la regia di Todd Haynes, discreta la fotografia di Edward Lachman, bellissime le musiche di Marcelo Zarvos. Insomma, una pellicola che ha qualcosa da dire.

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