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NOCTURNE Zu Quirke

Bella la locandina (una delle più belle del 2020), regia seria, fotografia di pregio, protagoniste credibili, un gran finale. Eppure perché non andiamo oltre la sufficienza? Perché nella parte centrale questo "Nocturne" strizza troppo l'occhio ai teen movies, annacquando clamorosamente quanto costruito all'inizio. Fortunatamente il finale salva tutto, altrimenti l'opera prima della regista e sceneggiatrice Zu Quirke sarebbe rimasta una bella incompiuta, un horror moscio. La trama. Juliet (Sydney Sweeney) e Vivian (Madison Iseman) sono due gemelle di quasi 18 anni che frequentano entrambe un collegio in cui studiano per diventare due grandi pianiste. Vivian è riuscita ad ottenere…

Score

SCORE - 6

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nocturne

Bella la locandina (una delle più belle del 2020), regia seria, fotografia di pregio, protagoniste credibili, un gran finale. Eppure perché non andiamo oltre la sufficienza? Perché nella parte centrale questo “Nocturne” strizza troppo l’occhio ai teen movies, annacquando clamorosamente quanto costruito all’inizio. Fortunatamente il finale salva tutto, altrimenti l’opera prima della regista e sceneggiatrice Zu Quirke sarebbe rimasta una bella incompiuta, un horror moscio.

La trama. Juliet (Sydney Sweeney) e Vivian (Madison Iseman) sono due gemelle di quasi 18 anni che frequentano entrambe un collegio in cui studiano per diventare due grandi pianiste. Vivian è riuscita ad ottenere un posto in un’importantissima accademia, mentre Juliet ha fallito in questo e ne prova dunque una grande gelosia. Juliet è anche solita assumere psicofarmaci. In seguito al suicidio della più talentuosa musicista del collegio, entrambe partecipano ad un’audizione per il ruolo da solista nel concerto di fine anno, con lo scopo di sostituirla.

Sydney Sweeney fa un vero figurone e anche quando la sceneggiatura fa acqua, tiene la scena alla grande. Drammaticità spinta ai limiti senza mai strafare. Un gradino sotto Madison Iseman, penalizzata da una caratterizzazione del suo personaggio non a puntino. Attorno alle due attrici, un cast terribile: male i genitori delle due, male il fidanzatino conteso (Jacques Colimon), male l’insegnante (Ivan Shaw).

Zu Quirke ha il merito di costruire un horror senza mostri e rispolverando il buon vecchio spiritismo/satanismo che non pesa mai troppo nel budget alla voce “effetti speciali”. Bellissimi quasi tutti i dialoghi importanti, decisamente meno i personaggi di contorno e la svolta teen a metà della pellicola. Il finale è coraggioso e vira verso il cinema indipendente.

In conclusione: un’opera prima con parecchi saliscendi e una sceneggiatura un po’ tirata per i capelli in alcuni passaggi, ma le cose che funzionano, funzionano alla grande e la Blumhouse Productions ha il merito di fare ancora una volta l’investimento giusto.

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